Noi Famiglia&Vita – Aborto e sessualità. Svolta che ci interroga

Caro presidente Gigli,
in prossimità dell’Assemblea nazionale del Movimento per la vita, ritengo utile proporre alcune riflessioni sulla nuova realtà in cui ci troveremo a operare come MpV e come Cav. Sono tre i dati significativi su cui riflettere. I primi due prefigurano il contesto: anzitutto la costante riduzione delle Ivg che si evidenzia nel Rapporto ministeriale sull’applicazione della 194, parallelamente all’aumento nel consumo dei ‘contraccettivi di emergenza'; in secondo luogo la dichiarazione dell’Oms secondo cui: ‘La contraccezione di emergenza fa parte dei diritti umani ed è in grado di prevenire il 95% di gravidanze indesiderate’.
Prima o poi le Ivg non ci saranno più: la legge194 avrà esaurito i suoi compiti e i Cav la propria funzione. Il Movimento perderà la principale ragione di esistere e la cultura libertaria celebrerà la 194, sostenendo che la contraccezione ha portato a eliminare degli aborti. Approfondisco: stando all’ultimo Rapporto al Parlamento, il numero di Ivg è sceso a 84.000 all’anno, di cui 60.000 su italiane. Il Ministero della Salute lo presenta come un successo della prevenzione e lo attribuisce, correttamente, al boom dei ‘contraccettivi di emergenza’, di cui nel 2016 sono state consumate 400.000 confezioni!
Benché questi farmaci siano descritti nei foglietti informativi come farmaci antiovulatori, in realtà permettono sia l’ovulazione sia il concepimento, impedendo invece l’annidamento del figlio in utero (documentazione su www.sipre.eu). Sono farmaci liberamente disponibili nelle farmacie ed ellaOne è realmente in grado – come dice l’Oms – di prevenire il 95% di gravidanze indesiderate: gli embrioni, infatti, non possono annidarsi e muoiono prima che la gravidanza si possa manifestare: farmaci abortivi presentati come anti-ovulatori! Ne segue il terzo dato su cui riflettere e agire: la donna viene sistematicamente ingannata in un ambito – la procreazione – ad altissimo impatto esistenziale. Si tratta di una violazione gravissima della libertà personale perpetrata deliberatamente dalle Agenzie nazionali del Farmaco e dall’Ema, che avrebbero il mandato istituzionale di garantire la corret- tezza dell’informazione e tutelare la popolazione.
Questo inganno è facilitato dall’ignoranza sulle tematiche riproduttive in cui le persone sono tenute e che riguarda soprattutto i giovani, come confermato da ogni rilevazione statistica.
A ciò si aggiunge che i farmaci abortivi sono facilmente reperibili nel commercio online (RU486 e Cytotec). L’aborto sta tornando nell’assoluta clandestinità e autogestione: è sicuro, farmacologico, poco costoso e probabilmente anche medico- assistito. In breve tempo non vedremo più gravidanze indesiderate. Se vorremo salvare le vite umane dal concepimento dovremo impegnarci in una grande e sistematica opera di informazione e di educazione sulla fisiologia riproduttiva (che non è conosciuta), sulla meraviglia della comparsa della vita, sull’educazione alla sessualità responsabile. Qualcuno ritiene che questo compito non spetti a noi, ma piuttosto alle famiglie, al sistema educativo e scolastico, alle associazioni giovanile, alla pastorale. Nessuno però se ne fa carico. È invece una via che il MpV avrebbe dovuto percorrere da tempo, per fornire ai giovani, ma anche agli adulti, un servizio formativo che appare indispensabile. Se ne saremo capaci, il MpV avrà ancora un significato in grado di andare oltre la mera testimonianza verbale. Dovremo raggiungere le persone là dove esse si trovano con le loro emergenze, anche sessuali e di solitudine affettiva, siano essi giovani o persone mature, single, separati, oppure coppie. Ci muoviamo in un contesto nel quale la sessualità è sempre più separata dalla procreazione. La cultura dominante propone progetti contraccettivi meramente finalizzati all’esclusione della gravidanza. Le iniziative di ‘educazione sessuale’ spesso si limitano a descrivere i contraccettivi senza nemmeno distinguere gli ante- dai post-concezionali, e spesso banalizzando la sessualità. Credo che noi dovremmo aiutare i singoli e le coppie a capire il legame intrinseco fra sessualità e procreazione e a saper distinguere i metodi che realmente prevengono il concepimento da quelli che non permettono al figlio di sopravvivere. Dovremmo far percepire la sacralità della vita che nasce e radicare su questo valore ogni scelta in ambito procreativo, ben chiarendo che la possibilità di concepire non potrà mai essere completamente esclusa, nemmeno utilizzando il metodo anti-concezionale più sicuro, e che il figlio va accolto in ogni caso. Siamo tuttavia consapevoli che, dopo aver fornito un’informazione corretta e tentato di avviare un percorso educativo, la scelta del metodo per prevenire il concepimento rimarrà affidato inevitabilmente alla decisione libera e responsabile della coppia, nella sua particolare situazione di vita.
È un cambio profondo di strategia, ma è necessario, se vogliamo che il Movimento abbia ancora un senso nella società.
Bruno Mozzanega, Docente di Ginecologia

Risponde Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita

Le sollecitazioni contenute nella lettera del professor Mozzanega meritano di essere ascoltate con attenzione. Il tema delle trasformazioni del fenomeno abortivo è sotto i nostri occhi. Con la rete emergenziale di SosVita il Movimento per la vita ha già incominciato a confrontarsi con le nuove domande, ma certo molto di più deve essere fatto sotto il versante educativo, consapevoli che nel nuovo contesto l’aborto è inevitabilmente banalizzato e la sua ferita rischia di essere cancellata dagli occhi e dal cuore delle donne. La prossima Assemblea nazionale del Movimento per la vita sarà un’occasione preziosa per operare una riflessione sul tema.
down_pdf

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>