Avvenire – Neonata morta al centro rifiuti: «L’hanno abbandonata da viva». Gigli (MpV): fatti inaccettabili, manca informazione

Buttata tra i rifiuti appena nata, e viva. Viva fino a quando, dal cassonetto in cui l’ ha infilata chi l’ ha messa al mondo, è stata caricata insieme al resto della spazzatura da un camion e trasportata nel centro di smaltimento di Casine di Ostra, vicino Ancona. Dove è finita sui rulli, tra i trituratori, infine su un nastro trasportatore. È lì che un operaio macedone – il primo essere umano ad averne pietà – s’ è accorto del corpicino straziato della neonata. Una scena che lo lascerà segnato per sempre. È ancora tutto da ricostruire l’ orrore del ritrovamento del cadavere della piccola, avvenuto nel pomeriggio di giovedì. Le prime certezze sono arrivate dall’ auto- psia effettuata ieri all’ istituto di Medicina legale di Ancona: la neonata (di origini nordafricane o del Sud Est asiatico) aveva il cordone ombelicale ancora attaccato quando è stata abbandonata tra i rifiuti ingombranti, chissà dove tra le province di Ancona, Pesaro e Perugia. Non sarebbe stata né accudita, né allattata: sarebbe morta probabilmente nelle 24 ore precedenti al ritrovamento, di freddo e di stenti. Sola al mondo. Vicino al corpicino è stata ritrovata anche una bustadi plastica macchiata di sangue, che è stata sequestrata e verrà analizzata. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e occultamento di cadavere in attesa delle risultanze degli esami medico legali e degli incroci sul Dna. I militari stanno esaminando anglio, che le bolle di conferimento dei vari camion che raccolgono i rifiuti per l’ azienda di Casine di Ostra per risalire al luogo di provenienza del materiale tra il quale c’ era anche il corpo. Ma stanno anche compiendo verifiche negli ospedali vicini ai punti di raccolta per rintracciare la madre della neonata. Durissima la reazione del Movimento per la vita, da anni impegnato in una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’ abbandono e presente ormai capillarmente, a livello territoriale, con le sue 55 Culle per la vita: «La vita umana non è assimilabile ai rifiuti indifferenziati e la disattenzione del governo sul dramma dell’ abbandono dei neonati è inaccettabile – ha tuonato il presidente Gian Luigi Gigli -. Il prossimo presidente del Consi- chiunque sarà, rifletta sull’ orrore avvenuto ad Ancona, dove una neonata è passata direttamente dal cassonetto al tritarifiuti senza avere nemmeno il tempo di fare un sorriso alla vita ». Manca ancora, in effetti, una campagna televisiva e mediatica in grado di arrivare anche alle donne meno informate e di lingua straniera «per far sapere loro che in Italia esiste una legge sul parto in anonimato e che esistono le Culle, – ha proseguito Gigli – una rete di strutture diffusa in tutto il Paese adibite all’ accoglienza di neonati che, per qualsiasi ragione, non possono essere allevati dalle proprie mamme naturali». E manca, soprattutto, una legge che regolarizzi le Culle come punti di accoglienza e servizi a carico delle Aziende sanitarie: una legittimazione che le renderebbe più fruibili, oltre che più conosciute. Sulla vicenda è intervenuta con una nota anche Save the children: «Si resta attoniti di fronte a questa tragica notizia. Non sappiamo cosa vi sia all’ origine di questo dramma – ha detto la direttrice dei Programmi Italia-Europa Raffaella Milano – ma in ogni caso questo ci deve spingere a rafforzare le reti di prevenzione comunitarie (ospedali, consultori, scuole, servizi) in grado di offrire alle donne in gravidanza e ai futuri genitori il sostegno e l’ assistenza di cui hanno bisogno in questa delicata fase della vita, perché nessuna mamma possa sentirsi abbandonata e perché siano intercettate per tempo le situazioni di maggiore fragilità e di rischio».
0001 (11)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>